01 — BIANCOLILLA
La memoria
di un’isola.
Prima di arrivare sulla tavola, un olio comincia da un albero e dal suo nome. Quello della Biancolilla attraversa la letteratura agraria: la banca dati Olea DB ne riporta la presenza nella Monografia dell’olivo di Giuseppe Caruso, pubblicata nel 1882, indicandone l’origine siciliana.
È un piccolo filo che lega gli oliveti di oggi al paesaggio agricolo di allora. Per noi, coltivarla a Sciacca significa dare continuità a quel legame con gesti concreti: osservare la pianta, curarla e accompagnare i suoi frutti fino alla raccolta.
Una storia che continua, una stagione alla volta.
02 — CERASUOLA
La Sicilia
che si fa profumo.
Anche la Cerasuola ha radici nella storia agricola dell’isola: compare negli studi sulle varietà siciliane del 1937, catalogati in Olea DB. Nei nostri oliveti cresce accanto alla Biancolilla, dentro lo stesso paesaggio e la stessa cura familiare.
La sua storia si può raccontare anche attraverso i sensi. La banca dati nazionale degli oli monovarietali la colloca in un gruppo dal fruttato medio-intenso, dove prevalgono richiami all’erba, accompagnati da sfumature di carciofo, mandorla fresca e pomodoro. Profumi che invitano a fermarsi e ad avvicinare il naso al bicchiere, prima ancora dell’assaggio.
Il racconto della terra passa anche da ciò che sentiamo.